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Patrocinio a spese dello Stato, OCF: regole uniformi e tempi certi per i pagamenti agli avvocati

La disciplina dei decreti di liquidazione e delle relative opposizioni è al centro delle richieste dell’Organismo Congressuale Forense al Ministero della Giustizia.

Tempi di pagamento non uniformi, procedure differenti tra gli Uffici giudiziari e nuovi adempimenti a carico degli avvocati. Sono le criticità segnalate dall’Organismo Congressuale Forense (OCF) nel comunicato del 24 settembre 2026, con riferimento ai compensi per il patrocinio a spese dello Stato e per le difese d’ufficio.

L’OCF richiama in particolare la circolare del Ministero della Giustizia del 27 luglio 2026, relativa ai termini e alle modalità per proporre opposizione ai decreti di liquidazione. Secondo l’Organismo, l’interpretazione adottata per uniformare la disciplina dopo la riforma Cartabia sta determinando prassi diverse tra gli Uffici giudiziari.

Tra le criticità, l’obbligo per l’avvocato beneficiario del decreto di provvedere alla notifica introduce ulteriori oneri per ottenere il pagamento di compensi già liquidati dall’autorità giudiziaria. Inoltre, in assenza di notifica, il termine di sei mesi per proporre opposizione può ritardare la definitività del provvedimento e, di conseguenza, il pagamento.

L’OCF chiede quindi una modifica dell’articolo 170 del D.P.R. n. 115/2002, con un termine certo di 30 giorni per l’opposizione, decorrente dalla comunicazione, notificazione o lettura del decreto in udienza.

In attesa dell’intervento legislativo, l’Organismo sollecita il Ministero a fornire indicazioni operative uniformi agli Uffici giudiziari, anche sulle notifiche tramite PEC e sulla gestione delle procedure telematiche, per garantire tempi e modalità omogenei su tutto il territorio nazionale.

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